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martedì 29 marzo 2011

Nati per distacco. Endiadi di scrittura e fotogiornalismo:

nasce da "Lo sguardo incantato" esposto da Equidé e Arte al Cubo 2010, rispettivamente a giugno e settembre 2010, e ora rivisitato, ma pur sempre un campo aperto.

di Santo Mangiameli e Sandra Quagliata




venerdì 25 marzo 2011

Cyrano: Anteprima di Nati per distacco. Endiadi di scrittura e fotogiornalismo







Porto al collo il naso di Cyrano

testo di Sandra Quagliata e foto di Santo Mangiameli

Il mio viaggio è un viaggio a ritroso, partito da lontano batté tutte le strade possibili ed anche le più insidiose, amando e scommettendo ogni volta, in altalena col pensiero si dava e si negava… Ma oggi credo d’aver una mappa chiara, (come dire!) si tratta del primo quarto di una méta… E’ forse stata una caccia al tesoro, degli indizi spontanei poi mi portarono a posare gli occhi su di lui, che si trovava sulla bancarella di un paese in festa, e non sembrava per nulla un’altra scommessa, né un indicazione, né una via verso la ricerca…I vecchi sogni, o solo piaceri, le domande mi avevano condotta fin lì. Incontrai solo un piccolo anello, con sopra un quadrifoglio, mi sembrò una buona promessa a me stessa, la fede, la fortuna…
Oggi so di portare al collo il naso di Cyrano, le visioni di Cassandra, ho al collo la pioggia che arriva nel pineto, il dubbio nella certezza del saggio, ho "la diritta via che era smarrita", possiedo il viaggio del viaggiatore, il difetto di luce sopra il palco dell'attore, il tremore delle sue mani, l’amore adultero di Abelardo ed Eloisa, la Gioconda, il piccolo divieto trasgredito, il primo uomo sulla terra e tutti quelli a venire… Si tratta d’imperfetto o di mai-definitivamente-scritto…
E’ solo un quadrifoglio, che per sbaglio o altrui dimenticanza porta con sé il difetto genetico, la quarta foglia, ed ecco che nella “primaria” concezione diventa una fortuna, un carattere distintivo, una forza, una personalità, un naso deforme per un’opera grandiosa, una “condanna” a vedere più in là che regala il domani, oppure la semplice pioggia che arriva sulle ciglia d’Ermione e sembra pianto, ma di piacere!
L’uomo dato dal motore perfetto ed immobile nasce imperfetto, crea e si moltiplica nel caos, arriva dalla scintilla tra milioni di possibili scintille e nell’ipotesi, nell’imperfezione della perfezione, nel dubbio incalcolabile nasce, cresce, magari dipinge la Gioconda e poi muore, e nel suo essere imperfetto perché mortale trova la sua estensione nell’arte, l’interesse nella precarietà, la spinta nel perenne disequilibrio che ha nome di vita!
E’ forse nella quarta foglia tutta la verità, il segreto. E’ forse nel quarto desiderio, se il genio della lampada lo permettesse, superati i tre che ci accomunano nella voglia di denaro, salute e amore che troveremmo la nostra natura, ciò che ci distingue e ci determina, l’asimmetria del pensiero che porta al rinnovamento a nuovi tempi e nuove scoperte. Perché fu il pensiero asimmetrico di Colombo a portarci in America, la “maledizione” di Baudelaire a regalarci i suoi fiori, e poi lo sbarco sulla luna, l’inconscio di Freud, la mente “dispari” di Copernico, nella mano di Amleto per tutto ciò che saremo e non siamo.


Perché si deve far gli equilibristi tutta la vita e non si sa mai quando si arriva, che non c’è niente di deciso o di chiaro, non si sa perché il dolore non si distribuisca equamente o perché questo esista. Quando si crederà alla buona sorte si inciamperà, quando sarai deluso, sconfitto, amareggiato, tradito qualcuno tenderà una mano, e non si saprà mai perché questa vita sembri un miracolo; impossibilitati a capire il caos, la scelta trova il suo bivio, è un trascinare o esserne trascinati. Eppure la vita sceglie sempre la vita.
La rabbia nasce nei tempi dispari, la coscienza, “la linea d’ombra” si svela nei tempi dispari, il quadrifoglio s’incontra nel tempo dispari. Non è la perfezione che partorisce il movimento, non è nel benessere che fiorisce una rivoluzione.
Siamo figli imperfetti che hanno deciso di nascere, vedere la luce, venire al mondo nonostante le guerre, la fame, le ingiustizie, i soprusi, le umiliazioni pensando che un quadrifoglio può fare la differenza per combattere le guerre, saziare la fame, cercare giustizia, trovare riparo e conforto.
Augurandosi, poi, che nella “domanda”, imperfetta per definizione, non si trovi mai una fine, non una méta, né la certezza nella risposta, a fine che ci permetta sempre di continuare il viaggio verso Itaca.

giovedì 3 febbraio 2011

Nati per distacco: made in china #5



La cosiddetta “seconda generazione” cinese presente in Italia, quali difficoltà incontra in un percorso di integrazione e in che modo vive nel nostro paese?

La seconda generazione, a differenza della prima, non ha scelto di venire in Italia. Se da una parte dunque subisce la scelta dei genitori, l’accesso ai codici linguistici e comunicativi locali permette loro di non subire del tutto la società italiana, ma di poter scegliere di farne e sentirsene parte. Sembra però che la società italiana stessa si impegni a rendere questa opzione poco allettante. Difficile sentirsi rappresentato da un governo poco attento all’integrazione quando non si ha la pelle bianca. Anche se si è nati in Italia, anche se si parla perfettamente la lingua, se all’università si hanno voti più alti degli studenti “più italiani” o se si è giovani imprenditori di successo, che fatturano con l’import export più dei propri coetanei “più italiani”. Come ci si può sentire italiani se tutti intorno si sentono “più italiani” di te?

da "La comunità cinese in Italia"
A colloquio con Valentina Pedone, insegnante di letteratura cinese presso l’Università di Urbino “Carlo Bo” e mediatrice linguistico–culturale nelle scuole pubbliche e negli ospedali.

mercoledì 26 gennaio 2011

Matrioska




Perché…nascere è forse sapere cosa si vuol essere? Ed io dovrò fermarmi? Prendere parte a questo gioco di bambole russe in cui sarò l’eco della mamma, come è lei quello della nonna e la nonna della bisnonna e via così dalla notte dei tempi?! Fermare questa attesa e dimenticare dove sta tutta l’emozione? E non poter ritornare domani ad aspettare, chiedendo sempre a Dio di non promettere nulla, potendo sempre sapere che la morte non esiste. Perché dovremo sempre definire i confini? Sistemarci entro i margini di un’esistenza che ci siamo costruiti…?

giovedì 9 dicembre 2010

Mostra fotografica -Jeux d'enfants-



Giovedì 9 dicembre alle ore 10,00 al coro di Notte dell’Ex Monastero dei Benedettini si terrà la conferenza stampa per la presentazione della mostra “Jeux d’enfants”, realizzata dall’agenzia foto giornalistica Neda free reports, in collaborazione con le Facoltà di Lettere e Filosofia e di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Catania e patrocinata dall’UNICEF. Interverranno alla conferenza i presidi delle Facoltà, il prof. Enirico Iachello e il prof. Nunzio Famoso e il presidente del comitato provinciale Unicef di Catania prof. Vincenzo Lorefice.La mostra continuerà fino al 23 dicembre e per tutta la durata sarà allestito uno stand UNICEF per informare e raccogliere fondi da destinare ai progetti in favore dell'infanzia nel mondo.
La mostra “Jeux d’enfants” è un racconto dedicato ai bambini di diverse etnie, cucito in varie parti del mondo: ciò che li accomuna e che li fa bambini è il gioco e la sua metafora. Assediati in scene di guerriglia urbana, nelle bidonville malsane di Bangkok, tra i vicoli di Lisbona, i mercati di Londra, Parigi, Catania e per le antiche strade del Mediterraneo, immigrati e migranti in terre straniere, al sole equatoriale o sui banchi di scuola di una villaggio africano, i bambini offrono al racconto un’unica gioia, quella incantata del gioco.