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giovedì 3 febbraio 2011

Nati per distacco: made in china #5



La cosiddetta “seconda generazione” cinese presente in Italia, quali difficoltà incontra in un percorso di integrazione e in che modo vive nel nostro paese?

La seconda generazione, a differenza della prima, non ha scelto di venire in Italia. Se da una parte dunque subisce la scelta dei genitori, l’accesso ai codici linguistici e comunicativi locali permette loro di non subire del tutto la società italiana, ma di poter scegliere di farne e sentirsene parte. Sembra però che la società italiana stessa si impegni a rendere questa opzione poco allettante. Difficile sentirsi rappresentato da un governo poco attento all’integrazione quando non si ha la pelle bianca. Anche se si è nati in Italia, anche se si parla perfettamente la lingua, se all’università si hanno voti più alti degli studenti “più italiani” o se si è giovani imprenditori di successo, che fatturano con l’import export più dei propri coetanei “più italiani”. Come ci si può sentire italiani se tutti intorno si sentono “più italiani” di te?

da "La comunità cinese in Italia"
A colloquio con Valentina Pedone, insegnante di letteratura cinese presso l’Università di Urbino “Carlo Bo” e mediatrice linguistico–culturale nelle scuole pubbliche e negli ospedali.

mercoledì 26 gennaio 2011

Matrioska




Perché…nascere è forse sapere cosa si vuol essere? Ed io dovrò fermarmi? Prendere parte a questo gioco di bambole russe in cui sarò l’eco della mamma, come è lei quello della nonna e la nonna della bisnonna e via così dalla notte dei tempi?! Fermare questa attesa e dimenticare dove sta tutta l’emozione? E non poter ritornare domani ad aspettare, chiedendo sempre a Dio di non promettere nulla, potendo sempre sapere che la morte non esiste. Perché dovremo sempre definire i confini? Sistemarci entro i margini di un’esistenza che ci siamo costruiti…?