venerdì 17 settembre 2010

Inaugurazione progetto “Lo sguardo incantato” ospitato da ARTE AL CUBO 2010


ARTE AL CUBO 2010 - IL PROGRAMMA
Quando: dal 3 settembre al 9 ottobre 2010 - dalle 18.00
Dove: Varie sedi - Varie sedi
Prezzo: ingresso libero
Di che si tratta? Concerti - Incontri - Mostre - Proiezioni - Reading
Arte, storia, letteratura, cinema, musica, poesia e letteratura. Questi gli ingredienti della quarta edizione di ARTE AL CUBO, manifestazione organizzata dall’Associazione Arte al Cubo Eventi e da TRIBE Società Cooperativa.

Arte al Cubo 2010 intreccia una pluralità di linguaggi (arte, storia, letteratura, cinema, musica, poesia e letteratura) in un format coinvolgente, articolato in: mostre, salottini culturali, esibizioni musicali, proiezioni di video, reading di poesia e dibattiti. La manifestazione, che si svolgerà fra il 3 settembre e il 9 ottobre 2010 in storiche location di Paternò (Galleria d’Arte Moderna e Castello Normanno), Riposto (Parco delle Kentie) e Acireale (Ex liceo Gulli e Pennisi), è organizzata dall’Associazione Culturale e di Promozione Sociale - Arte al Cubo Eventi (www.artealcuboeventi.it) e da TRIBE Società Cooperativa (www.tribearl.it).

Durante gli eventi sarà presente uno stand del Comitato Provinciale di Catania per l'UNICEF che fornirà informazioni e procederà con una raccolta di fondi per gli alluvionati del Pakistan, dove oltre 3,5 milioni di bambini sono a rischio.

L'evento si svolge con il supporto della Provincia Regionale di Catania e del Comune di Acireale e con il patrocinio del Comune di Paternò, del Comune di Riposto, della Facoltà di Scienze della Formazione - Dipartimento dei processi formativi e con il patrocinio morale del Comitato Provinciale di Catania per l'UNICEF. Media Partner della manifestazione sono: TRIBE ART / La Guida mensile agli Eventi d’Arte in Sicilia (www.tribeart.it), L'inchiostro mensile, NEXTLINK (www.nxtlink.it), TRIBENET – La Tribù italiana dell'Arte (www.tribenet.it).


Lo sguardo incantato:
Fotografie di Santo Mangiameli, testi di Sandra Quagliata

"Lasciai il mio paese, quel paese è solo una stagione, un giorno d’inizio con la consapevolezza di una fine, quel ciclo dove disumanamente ci apprestiamo, ogni santo ritorno, a danzare, io quel ri-inizio, io l’ho lasciato e se la vita è la linea in avanti, se fosse per me e per lui quella retta come insieme di infiniti punti, allora io l’abbracciai. Il mio paese è un valzer, le vecchie e i rosari in mano, le donne con la fronte umida d'acqua santa mentre reggevo Schopenhauer fra lo stomaco e gli intestini." Sandra Quagliata.

Santo Mangiameli: http://www.flickr.com/photos/santo_mangiameli/

Sandra Quagliata: http://sandraq85.blogspot.com/

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C AT A N I A * E Q U I D è / L O S G U A R D O I N C A N T A T O

Metà negozio, metà galleria. è il nuovo spazio EQuidè di via S.Michele 20 a Catania, che dal 29 giugno al 29 luglio, c’invita a entrare ne "Lo sguardo incantato" la mostra composta da sette polittici in cui le fotografie di Santo Mangiameli dialogano con i testi di Sandra Quagliata. L’esposizione nasce da un bagaglio “di memorie innate” e dal “tentativo di scrivere con la luce”. In queste parole c’è il segno della discesa platonica dell’Idea nella materia, della luce nello spazio. Una vertiginosa discesa “per distacco” a volte drammatica, come in Lasciai il mio paese, che attraverso due immagini racconta la giornata di un barbone; altre volte giocosa densa di “emozioni, sensazioni, congetture, rumori e suoni” (da Souvenir dans le noir: sei foto in cui dei bambini giocano tra le giostre e le barche di un molo). La scelta dei soggetti (migranti, emarginati) non è legata solo a un messaggio sociale, ma soprattutto all’idea del migrare, del flâneur: in ogni cambiamento minimo registrato dall’obbiettivo e dalla penna c’è il tentativo di ritrarre un momento di attraversamento. In "Goffamente, per sempre tua" due foto mostrano due bambini che si contendono un pacco di snacks: si nota subito l’accartocciarsi della confezione. È un “elemento di rumore” replicato per analogia nella foto accanto, nelle rughe d’una donna sdentata che sorride davanti una chiesa. È l’amore sacro, eterno, che attraversa goffamente il rumore della realtà, le sue increspature. La tensione platonica si consuma tutta nel tratto minimo, nel segno più impercettibile dello scorrere del tempo: il gesto (trait d’union tra immagine e parola). Lo sguardo incantato dei due artisti è tutto rivolto verso l’infinitamente piccolo. Il gesto registrato è “distratto”, è “manifesto [...] del quasi-sconosciuto, del quasi-amato, quasi-dimenticato” (da Come un abito nuovo). È un gesto che nell’eterno scontro luci-ombre sembra gridare, sussurrare, poi tacere: “come si può ch’io regga a tanta notte?”, scriveva Ungaretti.

Riccardo Raimondo - TribeArt Luglio-Agosto 2010

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